sabato 2 febbraio 2008

Alienazione e società.

Un giorno, tanti giorni uguali e monotoni, con le stesse ansie e gli stessi problemi: sono senza speranza? Sono alienato? Stanco in una spasmodica ricerca di annullamento del vuoto, in cui mi perdo e in cui la memoria affogando risplende di inutile brillantezza!Quante persone al mondo, passano giornate inutili, per scopi inutili, con persone inutili e guardando sempre lo stesso paesaggio, dalla stessa finestra e per 365 giorni all'anno? E poi lavorare sempre nello stesso ambiente, con gli stessi colleghi e con lo stesso capo. Sarà questa la vera alienazione? La ripetitività spinta in modo ossessivo, la frequenza parossistica di uno stesso impegno che come rituale si prende gioco delle nostre umane facoltà intellettive, ponendoci in una strana e illimitata forzatura di noi stessi. Lo stress nasce anche da condizione di alienazione, faccio per 30 anni le stesse cose: diventerò bravo o sarò portato alla pazzia pura? Nessuno credo ha mai fatto studi in questo senso, ma il problema ognuno di noi se lo pone quotidianamente. Colui che ha vissuto sessant'anni con la stessa moglie, scopre il lato positivo: finalmente dopo tanti anni ho capito come prendere mia moglie, e quali sono i suoi lati positivi del suo carattere! C'è chi se ne libera prima per sopraggiunte difficoltà caratteriali, per insofferenze che la matura età mette a nudo impietosamente e senza nessuno spiraglio di riappacificazione possibile. Il tempo non amplifica i lati negativi del nostro carattere, semmai li spalma su più anni e ci dà il tempo di avvedercene e di porre rimedio in tempo, Talvolta le polemiche che si accendono per litigi avvenuti 30 anni prima, ma affrontate con immotivati nuovi stati d'animo, accecano le nostre coscienze e imponderabilmente sono stranezze che possono sfociare in patologie senza nessun fondato motivo. Ai giorni nostri sono molti le cause di alienazione e stress, con riscontri che abbracciano tutte le classi sociali e tutti i settori della nostra società.

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