venerdì 11 aprile 2008

Materia e ragione di un'esistenza.

Nel lungo ed insolito errare, sempre sprofondato nelle mie paure che raramente si colmano, adagio adagio scopro che la materia incide sempre meno nella mia vita. Il respiro che viene dall’anima diventa motivo di assuefazione alla nuova realtà, dissuadendomi senza più ostacoli che vivere non basta per illuminare le nostre esistenze: vi è di più, in quali astrattismi e irrazionalità alimentiamo la voglia di esistere e di replicarci oltre la corporalità sciatta di un presente? Mi nutro di spiritualità per conservarmi oltre….sarebbe già un traguardo per volare sulle nefandezze della vita, che è dolore, straziante talvolta, gioia e piacere –alcuni frammenti li rammentiamo- ma soprattutto ricerca di dimensioni, di ideali e di martoriate verità nascoste ai nostri occhi. Ecco, la dissolutezza delle coscienze porta a sviluppare endemici virus da protagonismo sfrenato, la prevaricazione sistematica perché si appartiene a categorie, a classi elette e gonfie di arroganza, al sistema di controllo che gestisce anche i nostri comportamenti. Dove l’uomo può riappropriarsi della sua libertà: nel suo perpetuarsi attraverso la propria fede, le proprie convinzioni e il proprio io, niente di tutto ciò può essere annientato, mortificato o emarginato; l’uomo vive e elabora dopo decenni una propria sfera personale, scandita dal percorso attraverso difficili e tormentati passaggi. Gli affetti, gli amori, le amicizie, i dolori forgiano ogni nostro istante attraverso la capacità della mente di filtrare ogni cosa e riconfigurare la propria capacità cognitiva e percettiva in flash-back che serviranno per distillare il nostro futuro comportamento nella società. A quali scenari assisteremo tra 20-30 anni, saremo in grado di far fronte alle nuove responsabilità e in secondo luogo, i nostri mutati requisiti antropologici regoleranno attraverso il discernimento le future scelte?

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