sabato 28 marzo 2009

Etoile

Ricordo ancora il tuo viso,

le gambe snelle di giraffa

che salivano come trampoli

nella mia testa di adolescente,

ricordo i gesti per me inusuali

che accarezzavano l’attimo

trascorso a guardarti e sognare.

Il respiro di quei giorni lieti,

e i tuoi passi nel vuoto

a mimare quasi una danza

la mia occasione d’ incontro.

Il sole tra i capelli lunghissimi,

le pause create per piacerti

anche con un cenno innocuo:

goffo e impacciato romantico

stretto nell’infantile corazza.

Ho riaperto quella ferita,

innumerevoli volte,

stanco delle mie paure

e di quella timidezza

che non mi apparteneva più.

Quanto avrei voluto allora

solcare i tuoi interminabili silenzi,

uno alla volta, in ginocchio

nella magia di quell’illusione,

anelito di immutate speranze.

Negli anni è intatta

quella sete di ricordi,

la voce del rimpianto

nel vestiario rassegnato del tempo.

Oggi è lieve rammentarti,

come spuma di mare all’orizzonte,

adagiata sul fiume della vita

sussurrando parole lontane.

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