martedì 28 aprile 2009

Abruzzo

Ho visto il terrore,

dipinto sul volto scarno

degli sfollati,

ho rivisto in loro

il Cristo sulla croce,

flagellato

dagli uomini

e dalla loro ipocrisia,

il mio cammino

si è fatto abbraccio

e morde il tempo

con le scuri di pianto,

in fila la morte

ha rappreso

l’ultimo sangue,

e con esso la vita

che animava i luoghi

del ricordo.

Un vecchio vaga

tra macerie e disperazione,

conta i giorni

trascorsi dal terremoto,

abbandona ogni motivo

per guardare in faccia

il destino.

Ogni istante

ha lo sguardo dei vinti,

nella miseria fredda

delle tendopoli,

in un grigio mattino

sfumato dai canti

dei bambini,

da un timido sorriso

nella nebbia.

2 commenti:

NuwandaDeadPoet ha detto...

Crudi e veri i tuoi versi che toccano le corde del mio cuore.
...speriamo che quei poveretti riescano, prima dell'arrivo dell'inverno, ad avere una struttura accogliente.
Un abbraccio
Nuwanda

Daniela ha detto...

ciao poeta, ti ho letto nei versi di desolazione....
rivorrei adesso che la vita riprende lentamente, l'ardore che intratteneva i miei occhi fissi nel leggerti...
un abbraccio xxx buona domenica.
Dani