sabato 8 ottobre 2016


A Maria M.

Ho ancora il tuo pigiama addosso, le tue risate e quella stupenda e affettuosa pronuncia quando mi chiamavi per nome. Ho addosso sempre la tua gioia, quando per telefono sentire la tua voce era più dolce del sole e dei giorni luminosi che rischiarano la vita anche quando si è tristi. Non percepivo la tua malinconia, gli istanti in cui le paure si affacciavano ai tuoi orizzonti più minacciosi del solito. Mi bastava pensarti, anche per brevi momenti, per capire che il mondo è bellissimo quando si amano persone come te. Adoravo la tua persona, riflessiva, dolce, amante della vita e dei suoi cari; illuminante e totalitaria come una grande madre a cui tutti possono chiedere, sicuri che arriverà una risposta e la risoluzione dei problemi . Ricordo ancora quelle tue mani, le tue carezze immancabili nei giorni in cui venivo a Roma a trovarti, la luce dei tuoi occhi e la voce calda che risuonava nella stanza. Nessuno potrà mai dimenticarti Maria, adesso il dolore dilania ogni cosa nei nostri cuori, è dirompente come un tuono nelle notti d'inverno. Mi manchi da morire, manchi a tutti coloro che come me ti amavano, ti amano,  eri per noi uno spicchio di cielo, una cosa preziosa che alimenta tutte le nostre vite, le notti buie , i colori del mare e ogni ora in cui il respiro si fa più affannoso e stanco. Una carezza sfiorerà il tuo volto, ogni giorno, saranno i nostri pensieri pieni d'amore e le ali di chi non è più tra noi...

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